AC Milan

L’Associazione Calcio Milan, meglio nota come AC Milan o anche Milan è una società calcistica italiana fondata nel 1899, con sede nella città di Milano.

La squadra milita nella Serie A del campionato italiano di calcio, dove ha giocato pressoché stabilmente. L’esordio in massima serie nel periodo antecedente il girone unico risale al 1900.

E’ la terza squadra al mondo per numero di titoli internazionali conquistati. Nella sua bacheca figurano, a livello internazionale:

  • 7 Coppe dei Campioni / Champions League
  • 2 Coppe delle Coppe
  • 5 Supercoppe europee
  • 3 Coppe Intercontinentali
  • 1 Coppa del mondo per club FIFA

Se in ambito internazionale il Milan è la squadra italiana con più successi, la prima italiana ad aver vinto la Coppa dei Campioni (nel 1962-1963) e la seconda squadra europea e prima italiana per numero di finali di Coppa dei Campioni / UEFA Champions League disputate (11), in ambito italiano è il secondo club più titolato con:

  • 18 scudetti
  • 5 Coppe Italia
  • 7 Supercoppe italiane

Complessivamente, con 48 trofei ufficiali vinti (30 nazionali e 18 internazionali), è il secondo club italiano più titolato. È’ stata inoltre la prima squadra a vincere, nel 1991-1992, il campionato italiano a girone unico senza subire sconfitte.

 


 

Gruppo Milan

L’Associazione Calcio Milan S.p.A. controlla il 100% di Milan Entertainment S.r.l., di Milan Real Estate S.p.A. e di Fondazione Milan – Onlus; possiede inoltre il 50% di M-I Stadio S.r.l.

  • Milan Entertainment S.r.l. è la società che detiene i diritti di gestione e valorizzazione commerciale del marchio Milan
  • Milan Real Estate S.p.A. è la società che gestisce il patrimonio immobiliare della squadra rossonera, comprendente e il centro sportivo di Milanello.
  • M-I Stadio S.r.l. è il consorzio formato al 50% tra Milan e Inter per la gestione dello Stadio Giuseppe Meazza

 


 

Impegno nel sociale

Attraverso la ONLUS Fondazione Milan, fin dal 2003 il club è impegnato nel sociale, avviando e sostenendo dei progetti che si ripropongono di combattere le situazioni di disagio giovanile attraverso la pratica dello sport. Dalla sua nascita la fondazione ha realizzato, in Italia e all’estero, oltre 100 progetti e raccolto oltre 10 milioni di euro.

 


 

Settore giovanile

Il settore giovanile del Milan è formato da sedici squadre, undici maschili (Primavera, Under 18, Allievi Nazionali U17, Allievi Nazionali U16, Giovanissimi Nazionali U15, Giovanissimi Regionali U14, Giovanissimi Regionali B U13, Esordienti A U12, Esordienti B U11, Pulcini U10, Pulcini U9, Primi Calci U8) e cinque femminili (Allieve Nazionali U17, Giovanissime U15, Esordienti U13, Esordienti U11, Pulcine U10).

Il progetto Scuola Calcio Milan si rivolge anche alla formazione degli allenatori delle società affiliate, per assicurare il miglioramento delle attività volte alla crescita dei giovani. Ad esso si affiancano i Milan Junior Camp, scuole estive in ambito nazionale e internazionale, in cui si coniuga la vacanza con l’attività sportiva, con la possibilità di partecipare anche a corsi di lingua inglese.

Le attività delle squadre del settore giovanile si svolgono al centro sportivo Vismara (51.000 m²) nel quartiere Gratosoglio di Milano, mentre la Primavera si allena con la prima squadra a Milanello.

Nel corso degli anni il sistema giovanile è stato inoltre responsabile della formazione di alcuni dei più importanti giocatori rossoneri della storia, tra i quali spiccano i primi tre calciatori per numero di presenze con la maglia del Milan, ovvero Paolo Maldini, Franco Baresi e Alessandro Costacurta.

 


 

Presidenti

In più di 100 anni di storia societaria, alla guida del Milan si sono avvicendati 23 presidenti. Il primo presidente della società rossonera fu Alfred Edwards, uno dei soci fondatori del club.

Il massimo dirigente più longevo nella storia del club è stato Silvio Berlusconi, proprietario del Milan per 31 anni, dal 20 febbraio 1986 al 13 aprile 2017, e presidente per 20 anni.

Berlusconi è anche il più vincente per trofei: sotto la sua gestione il Milan si è laureato 8 volte campione d’Italia, 5 volte campione d’Europa e ha conquistato 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club; ha inoltre vinto 7 Supercoppe italiane, 5 europee nonché una Coppa Italia, per un totale di 29 trofei ufficiali in 31 anni (26 dei quali durante i 20 anni di presidenza).

Negli anni della storica gestione Berlusconi, Arrigo Sacchi ha vinto e innovato grazie a grandissimi giocatori ma anche grazie all’uomo in più: il Gioco. A stretto giro, Fabio Capello ha vinto e dato continuità, regalando emozioni in serie. Con Sacchi, il Milan ha vinto in quattro stagioni uno scudetto, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe Europee e due Coppe intercontinentali, facendo en plein in tutte le finali internazionali disputate. E’ stato proprio l’uomo in più, il Gioco, a far rendere al meglio i singoli al punto di portare ben 3 giocatori del Milan su tutti e 3 i gradini più alti del Pallone d’oro: Van Basten, Gullit e Rijkaard nel 1988; Van Basten, Baresi e Rijkaard nel 1989.

Con Capello il primato è diventato nazionale, con 4 scudetti nel giro di 5 campionati, ma anche con una squadra rimasta ai vertici europei come confermano le tre finali Champions consecutive giocate tra il 1993 e il 1995 e la Partita del Secolo (secondo il referendum del Centenario del Club fra tutti i tifosi Milanisti) vinta il 18 maggio 1994 ad Atene contro il Barcellona. A rafforzare il ciclo di Don Fabio, il record di imbattibilità della squadra con 58 risultati utili consecutivi dal maggio 1991 al marzo 1993, oltre al record di imbattibilità di Sebastiano Rossi di 929 minuti nel corso del campionato 1993-94, fino ai 3 Scudetti 1992-1993-1994 vinti senza ricevere un solo calcio di rigore a favore nel giro di due anni.

Nelle stagioni successive, dopo lo Scudetto conquistato alla sua prima stagione in rossonero da Alberto Zaccheroni e la breve parentesi del tecnico turco Fatih Terim, la guida della squadra è passata a Carlo Ancelotti: il gradito ritorno di uno degli “Immortali” nella grande famiglia rossonera, ha arricchito la Sala dei Trofei. Con i suoi “Meravigliosi”, Re Carlo ha provato a tener testa agli stessi Immortali (di Arrigo Sacchi) di cui faceva parte lui stesso e agli “Invincibili” (di Fabio Capello). In cinque stagioni, Ancelotti ha vinto 2 Champions League, raggiungendo negli altri 3 anni una finale, una semifinale e un quarto di finale.

 


 

Palloni d’Oro

 

1969: GIANNI RIVERA

Calcio d’altri tempi. Dopo un testa a testa serrato con Gigi Riva nelle votazioni, Gianni Rivera (83 voti a suo favore contro i 79 di Rombo di Tuono) si vede consegnare il Pallone d’oro, il primo ad un calciatore italiano dopo la vittoria italo-argentina di Omar Sivori nel 1961, prima di un Milan-Cagliari 0-0 del 19 aprile 1970. Anche il “secondo” arrivato Gigi Riva va ad omaggiare il Golden Boy al centro del campo. In cambio, visto che il Cagliari si era appena laureato campione d’Italia, i giocatori rossoneri consegnano una medaglia d’oro a testa ai loro colleghi e avversari sardi.

 

1987: RUUD GULLIT

Dopo tanti trionfi juventini con Michel Platini, e anche con Paolo Rossi, il Milan riporta il Pallone d’oro in rossonero nel 1987. L’8 maggio 1988, prima di un Milan-Juventus 0-0, questa la dedica del Tulipano Nero: ”Dedico questo premio a Nelson Mandela nella speranza che capiate quanto sia importante combattere l’apartheid, perché io credo che tutti abbiano diritto a godere della propria libertà”. Quel pomeriggio Ruud già pregustava la vittoria dello Scudetto che sarebbe arrivata una settimana dopo a Como: “Mi sento come Giulio Cesare e vorrei dire: veni, vidi, vici”.

 

1988-1989-1992: MARCO VAN BASTEN

I primi due sono anni di dominio totale rossonero. Sono milanisti tutti e tre i gradini del podio del Pallone d’oro. Nel 1988, Van Basten primo davanti a Ruud Gullit e Frank Rijkaard nell’ordine. Nel 1989, il secondo dietro il Cigno è Franco Baresi, il terzo Frank Rijkaard. Dolceamaro il terzo Pallone d’oro che diventa anche un trofeo alla carriera, per Marco Van Basten. Lo riceve a Parigi nella cerimonia di France Football e dalla capitale francese raggiunge direttamente Saint Moritz dove subirà l’operazione alla caviglia che decreterà la fine prematura della sua carriera.

 

1995: GEORGE WEAH

Sei mesi al Paris Saint Germain e sei mesi al Milan. George Weah è stato il primo calciatore non europeo a vincere il trofeo. Il campione liberiano alzò il Pallone d’oro al centro di San Siro nel pre-gara piovoso di un Milan-Sampdoria 3-0 del 7 gennaio 1996 e fu una sorta di passaggio di consegne al suo caro amico Roberto Baggio. George al termine della partita lasciava Milano per andare a giocare la coppa d’Africa, mentre il Codino segnava un gran gol contro i blucerchiati e, durante la sua assenza, avrebbe segnato anche contro il Padova una rete su rigore da tre punti.

 

2004: ANDRIY SHEVCHENKO

“È un sogno che si avvera. Sono diventato un calciatore vincente con Carlo Ancelotti. Carlo ha cambiato il mio modo di pensare calcio e di allenarmi. Lui ti trasmette tanta tranquillità. Ad Ancelotti, quando ne hai bisogno, puoi parlare anche come ex giocatore. Lo ringrazio”. Sono state le prime parole di Andriy Shevchenko a Parigi, subito dopo aver ricevuto il Pallone d’oro conquistato grazie al Milan e ai suoi gol nella Nazionale ucraina. Dopo averlo alzato al cielo di San Siro, Sheva fece gol in Milan-Lecce 5-2 del 6 gennaio 2005.

 

2007: RICARDO KAKÁ

Duplice trionfale accoppiata. Ricardo Kaká riceve il Pallone d’oro a Parigi il 2 dicembre 2007 ma scatena l’ovazione di San Siro alla prima gara casalinga disputata dopo la cerimonia, e cioè il 13 gennaio 2008 quando il brasiliano è anche campione del Mondo per Club in carica grazie al successo di Yokohama sul Boca Juniors del 16 dicembre 2007. Nella sede di France Football, Kaká aveva dichiarato: “È un’emozione grande, un giorno speciale. Grazie a Dio che mi ha fato questo dono. Poi ringrazio la mia famiglia, il Milan, i tifosi rossoneri e quelli brasiliani”.